1° Mostra Europea del Cavallo Haflinger
Merano (BZ) 7-10 Giugno 2007

Diciamo le verità, appena calato il sipario sulla 1° edizione di EuroHaflinger, già sentivamo la nostalgia per questa mostra. Eppure, terminate le premiazioni, ci siamo lasciati tutti senza sapere se quella che si è svolta è stata una edizione unica, irripetibile, o se, diversamente, deve rappresentare la “prima” di una tradizione che vedrà i migliori haflinger d’Europa incontrarsi in questo misto tra morfologia e attitudine che tanto ci ha interessato. E, oggi, non possiamo neanche immaginare se in futuro, se ci sarà un futuro, questa manifestazione si potrà svolgere sempre nello stesso luogo o, se viceversa, potrà avere una sede itinerante e spostarsi nei diversi Paesi europei desiderosi di organizzarla. Oggi non siamo neppure in grado di immaginare la frequenza con cui si potrebbe svolgere. Tutti questi interrogativi, per ora senza risposta, nascono da un fatto molto semplice: lo sforzo profuso da tutti coloro che hanno partecipato in prima persona a ideare e poi a trasformare in realtà EuroHaflinger è stato talmente impegnativo in termini di tempo, lavoro, organizzazione, reperimento di finanziamenti, contatti con gli Enti, rapporti con gli allevatori, reperimento dei giudici ecc. e, in pratica, in tutta l’organizzazione materiale di quello che si è visto, fino al più piccolo dettaglio, che nessuno, almeno per ora, si sente sicuro di poter riuscire a produrre ancora un simile sforzo organizzativo. Quando la nostalgia di cui parlavo prima, col passar del tempo, diventerà più forte, allora forse si riuscirà nuovamente a ritrovare la determinazione per pensare se riorganizzarla.

Questa mia introduzione serve per dire che, prima della mostra, nessuno poteva immaginare come, nella realtà, sarebbe riuscita la manifestazione; dopo averla vissuta penso di poter affermare che sia riuscita meglio di come ognuno di noi la potesse immaginare; non voglio dire con questo che tutto sia stato perfetto, anzi alcuni dettagli sono senz’altro migliorabili o, eventualmente da rivedere, ma direi che per i visitatori e gli ospiti l’impressione ricevuta sia stata decisamente positiva.

Località e Infrastrutture

Sul richiamo della località che ci ha ospitato, la città di Merano, non si potevano avere dubbi. Se mi è permesso il paragone direi che Merano sta all’Haflinger come Roma sta ad un cattolico; la città più turistica e di richiamo nel cuore delle zone dove si è formata la razza ha giocato appieno il suo ruolo; soprattutto gli ospito stranieri erano affascinati.

Sugli impianti dell’ippodromo, mi sono altre volte espresso, li ritengo ideali; gli spazi sono stati sufficienti per tutto; i cinque ring per le valutazioni morfologiche, con quel corridoio centrale sempre frequentato dai soggetti che vi entravano e vi uscivano, ha creato veramente un gran bel colpo d’occhio. Dalle tribune ognuno poteva seguire tutto e nello stesso tempo osservare nel dettaglio il ring che lo interessava. A questo proposito volevo far rimarcare come uno degli aspetti più difficili, in mostre di questo calibro, sia quello di far affluire correttamente tutti i cavalli nei rispettivi ring e nei giusti tempi; questo che era uno degli aspetti che destava maggior preoccupazione, invece si è svolto con giusta fluidità e di questo si deve dare merito a tutti coloro che si sono materialmente dedicati a coordinare tutti i movimenti dei cavalli dai box ai ring.

Meteorologia

Possiamo dire che anche il tempo si è divertito; le previsioni giornaliere davano sempre tempo brutto ma poi nella realtà il tempo è stato soleggiato. In certi momenti della giornata sembrava volersi scatenare la pioggia ma poi le nuvole lasciavano il posto al sole che penso, in definitiva, si sia voluto godere lo spettacolo.

Giurie e Giudizi

Per il mio ruolo ho avuto la possibilità di conoscere tutti coloro che hanno giudicato sia la morfologia sia le attitudini; nelle fasi organizzative precedenti alla mostra erano state date delle linee guida per i giudizi dei cavalli nelle diverse discipline e, come avevamo anche riferito, erano state fatte delle simulazioni di prova. Direi che tutto si è svolto in buona armonia, e specie nelle valutazioni di morfologia e del movimento in libertà ( dove la giuria era composta da giudici di morfologia e di attitudine mescolati) e degli attacchi i punti di vista sono stati mediamente molto uniformi. Per altre discipline i diversi componenti delle giurie hanno avuto la opportunità di esprimere le proprie posizioni che poi si sono sempre espresse con un voto di media, come previsto dal regolamento. Per quello che riguarda le valutazioni di morfologia, che ho seguito particolarmente da vicino, posso dire che alcune giurie hanno potuto rinunciare agli interpreti tanto il “linguaggio dei cavalli” e la uniformità di opinioni li ha coinvolti e le occasioni di divergenze sono state praticamente nulle. Mi è invece sembrato che il nostro metodo di valutazione dei cavalli vada un poco facendo scuola presso gli altri Paesi europei perché ci sono state occasioni in cui i nostri ospiti hanno tenuto ad avere degli specifici pareri ed opinioni sui diversi particolari e sulla importanza da noi attribuita. Per concludere direi che dalle valutazioni della morfologia, cui noi siamo abituati, non si sono verificate grosse sorprese e i migliori punteggi sono sempre stati attribuiti ai migliori cavalli, morfologicamente parlando.

Morfologia + Attitudine

La valutazione del concorso basato sulla combinazione del giudizio morfologico (nel quale siamo largamente abituati) e nel giudizio delle attitudini (in cui non siamo per niente abituati) rappresentava la grande preoccupazione degli allevatori, dei partecipanti e di qualche organizzatore.

Conosco di alcuni allevatori che hanno preferito non partecipare per paura dell’incognito. Come in tutte le cose nuove ora possiamo dire che andava fatta; nei vincitori delle varie discipline non si sono viste cose che hanno potuto sconvolgere i puristi dell’haflinger, ma anzi penso che si siano potuti vedere soggetti moderni, modificati nel fisico con la selezione per renderli più adatti alla utilizzazione, che si sono comportati nella maniera che era giusto attendersi da loro.

Quando, circa venti anni fa, si è iniziata questa epoca della selezione del nostro haflinger, il mandato ricevuto era stato quello di rendere la morfologia adatta ad una utilizzazione per il tempo libero; ossia un cavallo adatto ad essere utilizzato. Questa è stata proprio la opportunità di dimostrare cosa il nostro cavallo ora è in grado di fare.

Ma c’è un'altra considerazione da fare: i cavalli che sono arrivati ad essere nominati campioni europei sono stati visti da circa 13-14 giudici, in momenti diversi e sotto i aspetti diversi, che hanno indipendentemente dato il loro giudizio. E questo, nella realtà delle mostre internazionali è sicuramente un motivo di orgoglio. Tutti coloro che sono diventati campioni europei lo sono diventati realmente per il merito guadagnato sul campo.

Cavalli

In linea generale sicuramente validi; sui circa duecento haflinger presenti la media è stata decisamente molto alta, anche confrontandola a tutte le migliori mostre viste per il mondo.

Come ho già detto c’è stata la sicuramente la conferma che il miglioramento della morfologia effettuato con la selezione è servito all’haflinger per poter espletare delle attitudini come cavallo da equitazione. Eccetto le solite eccezioni, che poi non fanno che confermare la regola, tutti i cavalli ben piazzati al termine dei concorsi, sono stati di morfologia moderna, leggera, dotati i buone andature.

Nelle gare con attitudine morfologia, che però era integrata anche dalla prova di andature in libertà con giudizio particolare sulle caratteristiche del galoppo, abbiamo visto giungere in finale i cavalli più belli che hanno saputo esprimere anche le migliori andature in libertà. E’ campionessa europea per le femmine la tre anni ISABELL da Antinor e Rugiada presentata da Braun Peter per l’Italia e vice campionessa europea la sette anni NARANGA da Amadeus e Nirvana presentata da Niedermair Martina proveniente dalla Germania. Veramente due ottime fattrici datate di grande correttezza morfologica associata ad andature favolose che hanno ottenuto rispettivamente le votazioni di 8,75 e 9,00. posso dire che sono veramente rappresentative del titolo che hanno conquistato per il loro fisico atletico ma anche per gli ottimi caratteri di razza e di distinzione che hanno espresso. Nei maschi, per la stessa categoria, si è laureato campione europeo lo stallone AMSTERDAM nato nel 1996 da Amadeus e Ankara presentato da Rier Norbert per l’Italia; il suo è stato un concorso senza storia: si nettamente piazzato primo in tutte e tre le prove che lo hanno visto scendere in campo compreso un eccellente voto di 9,00 nelle andature. Presentato veramente in uno stato di grazia per quel che riguarda la forma fisica, direi che questo stallone col passare degli anni si è migliorato nella espressività, nella qualità dei tessuti ed anche le sue già spettacolari andature, che hanno guadagnato di ampiezza e tranquillità col maturare psicologico del cavallo. Fa decisamente parte di quei “signori” che, quando sono presentati in un ring, non ci si stanca di ammirare.

Vice campione europeo è invece un nuovo arrivato nel club degli stalloni di fama, per avere solo tre anni di età: è WINTERSTURM da Winternacht e Tavosa presentato da Waldner Josef per l’Italia. Guadagnandosi uno strepitoso 9.00 nella valutazione delle andature in libertà ha seriamente ipotecato il titolo di campione di riserva. Essendo in servizio come stallone proprio vicino a Merano speriamo che sappia trasmettere le caratteristiche apprezzate anche alla sua progenitura.

Per la attitudine degli attacchi si è laureata campionessa europea: GUNDI da Anton Sudtirol e Athina di Zoggeler Walter e sua riserva: CINDERELLA da Marlon e Queen di Kapaurer Alexander

Ambedue rappresentanti italiane. Le due fattrici hanno ottenuto entrambe lo stesso punteggio massimo nella prova attaccata ma la prima, avendo ottenuto una maggiore valutazione nella morfologia, è riuscita a passare in testa. La specialità degli attacchi risulta molto congeniale all’haflinger, e inoltre può essere praticata con successo anche dai non più giovanissimi, per cui, con l’abituarsi a questo tipo di prove, potrebbe esserci molto spazio da conquistare per i nostri cavalli. Negli stalloni vince il titolo europeo ALIBABA da Aladin e Showrina presentato da Linder Engelbert per la Germania e sua riserva WELCOME SUDTIROL da Waldess e Volga dell’allevamento S. Martino per l’Italia, nell’ordine sia come morfologia che come prova pratica.

Passando alla attitudine del salto in libertà, una novità assoluta per quel che riguarda i nostri concorsi, ho avuto l’impressione che possa scatenare veramente le passioni di molti nostri allevatori, tanto il maneggio della prova pratica era pieno e tanta l’attenzione con cui questa prova è stata seguita; in questo caso si potrebbero anche aprire nuovi spazi commerciali veramente interessanti. In questa,che tra le diverse attitudini è quella che richiede maggiori doti atletiche al fisico dei nostri haflinger, si è potuta osservare una notevole correlazione tra la struttura moderna e l’attitudine al salto. Le classifiche finali si sono delineate a mano a mano che le prove si sono svolte, tanto i cavalli erano vicini tra loro nei punteggi. La campionessa europea femmine è IRIS da Amsterdam e Zilma presentata da Schenk Luise per l’Italia, che ha ottenuto il miglior punteggio ex equo nel salto in libertà ma che, essendo stata meglio classificata nella morfologia, è risultata poi prima; mentre la vice campionessa è stata I-LENA-W da Waldess e Larissa presentata da Mahlknecht Josef per l’Italia che, pur avendo ricevuto il miglior punteggio nella morfologia è risultata campionessa di riserva per l’attitudine. Mentre negli stalloni i due titoli europei sono andati a due cavalli provenienti dalla Germania, rispettivamente, ST. MORITZ da Standschutz e Usambara del Zuchtgemeinschaft Stange , che ha ottenuto il miglior punteggio assoluto per l’attitudine al salto; e ASTAIRE da Aquarin e Argentina presentato da Kieffer Gerhard che, con una morfologia un poco meno importante, si è imposto proprio per la grande attitudine al salto. Ripeto la mia impressione su come questa attitudine possa diventare molto attraente e penso che il nostro haflinger dimostri anche una buona attitudine per il salto ostacoli (o almeno certe linee, con determinate caratteristiche). Se ci sarà un’altra EuroHaflinger si potrebbe anche prevedere un vero e proprio campionato di salto a ostacoli!!

Un’altra attitudine per la quale ho visto un grande interesse ed un maneggio veramente pieno di pubblico a seguire le prove, è stato il dressage; anche se mi sembrerebbe, proprio per le caratteristiche di questa disciplina, più difficile trovare grandi numeri di sostenitori. Pur tuttavia, anche in questa disciplina dove sono richieste grandi doti di forza fisica, equilibrio fisico e serietà mentale da parte del cavallo, i nostri haflinger, anche a parere dei giudici della disciplina, si sono comportati in modo più che onorevole. Nelle femmine è campionessa europea AURELIE

figlia di Amsterdam e Anita presentata da Dittrich Andreas della Germania e campionessa di riserva FANY da Astral e Urania presentata da Breitenberger Heinrich per l’Italia; entrambe sono state vicinissime nelle valutazioni sia di morfologia che di attitudine. Per i maschi invece è campione europeo lo stallone WILDBACH da Winterstern e Fricka presentato da Telser Helmut per l’Italia che con un punteggio “stellare” di 9,10 nel dressage è diventato praticamente imbattibile nonostante presenti una morfologia nella media. Questo simpatico e serissimo cavallo che ogni volta che trotta davanti al pubblico riesce a strappare un applauso spontaneo, l’ho ammirato nel dressage soprattutto nell’andatura al galoppo riunito, che ritengo una andatura micidiale da sostenere per l’haflinger, dove dimostra tutta la sua superiorità rispetto agli avversari. Spero che gli allevatori sappiano trovare le fattrici morfologicamente adatte per questo campione di attitudine perché immagino che trasmetta le sue andature e il suo eccellente mentale. Vice campione europeo degli stalloni: ALABASTER B figlio di Amsterdam e Melanine presentato da Boker Ulrich dalla Germania, superiore nella morfologia rispetto al primo, ma che, nonostante una prova molto buona, non è riuscito ad avvicinarsi al campione. Segnalerei anche come il terzo classificato nella prova di dressage: Alkasar, sia un figlio dello stallone Amsterdam per poter segnalare agli appassionati dell’allevamento, quella che potrebbe essere una buona origine per gli appassionati del dressage.

Potremmo già immaginare, precorrendo un poco il futuro, come prendendo sempre maggiore diffusioni le attitudini, si arrivino ad evidenziare delle linee più adatte ad una disciplina piuttosto che ad un’altra; cosa che d’altra parte già si verifica nelle grandi razze internazionali dei cavalli da sport.

Nelle poche parole di saluto che ho avuto l’onore di rivolgere dalle pagine del catalogo di EuroHaflinger auguravo a tutti di potere, soprattutto, conservare un bel ricordo di questi giorni passati insieme ai nostri cavalli: l’augurio si è avverato, il ricordo ci sarà, duraturo, incancellabile; per tutti noi Europei amanti dell’haflinger che abbiamo partecipato, queste giornate trascorse a Merano saranno sempre indimenticabili.


Andrea Sgambati