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FIERACAVALLI VERONA 2007
70^ MOSTRA NAZIONALE DI LG DEL CAVALLO HAFLINGER
Per comprendere a pieno lo stato d’animo con cui il cavallo Haflinger ha vissuto l’appuntamento di FieraCavalli dobbiamo fare un salto all’indietro di circa 20 anni, esattamente nella seconda metà degli anni ottanta, anni in cui veniva a mancare il Presidente fondatore della Associazione Nazionale ed anche del Libro Genealogico Nazionale Cav. Renato Raggioli.
In quel delicato momento per l’assetto della Associazione Nazionale possiamo collocare l’ inizio del cambiamento di indirizzo della selezione della razza che ancora oggi stiamo percorrendo. Allora si poteva leggere sul Disciplinare del Libro Genealogico che la selezione della razza era finalizzata a “produrre puledri da carne a basso costo con lo sfruttamento delle aree marginali”.
Ma i conti economici di quella produzione zootecnica gia facevano fatica a quadrare e soprattutto nelle importanti aree di allevamento della Provincia di Bolzano e in Piemonte e Lombardia si guardava con simpatia, da qualche anno, alla possibilità di utilizzare il cavallo Haflinger (allora Avelignese, anche il cambio del nome fa parte del cammino che è stato percorso) per il diporto, utilizzandolo nelle diverse espressioni delle discipline equestri. Ma il cavallo che ci si trovava a disposizione allora era stato fatto diventare estremamente corpulento per le finalità zootecniche di cui abbiamo parlato e assolutamente inadatto a quelli che si andavano delineando come nuovi obbiettivi di selezione. Dopo un breve periodo di transizione (utile per convincersi tutti, con calma, della opportunità delle nuove scelte), nel 1990, possiamo collocare l’inizio della vera svolta della selezione: l’Haflinger diventava il cavallo selezionato per l’utilizzo nel tempo libero (dell’uomo, naturalmente). La giovane Commissione Tecnica insediatasi e, soprattutto, i gruppi tecnici di lavoro, hanno revisionato tutto il possibile per poter affrontare la svolta selettiva nel modo più tecnico e scientifico; ma l’inizio del lavoro è proprio stata la revisione totale delle norme tecniche del Disciplinare per riscrivere nel modo adeguato le caratteristiche morfologiche che il nostro cavallo avrebbe preso e creare così la base normativa su cui lavorare.
Si deve anche mettere in chiaro che la razza Haflinger è molto vecchia (origine ufficiale 1874) e pura e dunque, essendo l’Italia il Paese di origine riconosciuto, non si è mai potuto nemmeno pensare di intervenire con incroci con altre razze alla ricerca di scorciatoie nel lavoro da percorrere per rimodellare la struttura fisica del nostro cavallo.
Con l’inizio del rifacimento morfologico, iniziato allora e tutt’ora in corso con continui aggiustamenti e ricerca di dettagli di rifinitura e che, come tutti i lavori di selezione, non avrà mai una conclusione, si sono andate prendendo altre importantissime e fondamentali decisioni tecniche che ancor oggi si stanno largamente ripercuotendo. Ad esempio risale a quei tempi la decisione di aumentare la taglia media della razza,(in quegli anni la popolazione aveva una altezza media di appena 135 cm. al garrese ) perché obbiettivamente troppo limitata per un cavallo atto ad essere cavalcato, e di conseguenza, mettere a punto il primo Indice Genetico finalizzato proprio a questo e utilizzando tutte le misurazioni archiviate prese all’atto delle valutazioni dei cavalli. L’elaborazione di quell’indice, nel 1990, ha rappresentato una delle primissime esperienze del genere,al mondo,applicata alla selezione di una razza di cavalli. E dello stesso genere di anteprime si può considerare la scheda di valutazione morfologica adottando la innovativa (allora) metodologia lineare che dopo una sperimentazione di due anni è poi diventata quella ancor oggi in vigore e che ha permesso di raccogliere tutti i dati necessari alla elaborazione dell’Indice Genetico Totale che è un indice che aggrega insieme più informazioni permettendo di raccoglierle in un unico dato che permette la compilazione di una graduatoria di merito per tutti i cavalli della razza. E’ di quegli anni ancora la “Revisione Stalloni” importante e difficile (dal punto di vista politico) operazione che, come indica il suo nome, ha portato a rivedere tutti i riproduttori in servizio (erano più di 350 ! ) mantenendo nel proprio ruolo solo quelli ritenuti utili e radiando dal libro gli altri. Da allora il numero degli stalloni è stato limitato a 250 per mantenere attivi solo quelli più meritevoli favorendo la rotazione con i più giovani ed agendo così con la selezione anche a questo livello.
Così, pian piano, generazione dopo generazione il nostro cavallo Haflinger si è trasformato nel fisico,aumentando la sua statura e diventando decisamente più longilineo, allungando e alleggerendo l’incollatura per essere più sensibile e maneggevole nell’utilizzo, evidenziando il garrese per portare meglio la sella e, più recentemente, cercando di rendere maggiormente efficaci le sue andature per renderlo più piacevole da utilizzare. Tutto questo è stato fatto verificando puntualmente che l’ azione selettiva portasse verso la direzione desiderata e facendo continui aggiustamenti dei mezzi tecnici utilizzati (es. modifica di misure minime, modifiche dell’indice di selezione, modifiche di requisiti richiesti per accedere a determinate autorizzazioni, corsi continui di aggiornamento del corpo degli ispettori di razza con l’intento di mantenere alta la loro uniformità di giudizio, ecc.)
E proprio la Fiera Cavalli di Verona entra in questo discorso perchè è stata uno dei testimoni più validi di questo percorso intrapreso. Tutte le Mostre Nazionali che come di abitudine si sono svolte anno dopo anno, nei padiglioni della Fiera, hanno presentato ogni volta dei cavalli sempre un po’ diversi, sempre più indicati ad essere utilizzati per fare un qualcosa insieme all’uomo; e sono anche diventati sempre più simpatici perché ad esempio, e non se ne parla mai, tra le tante cose revisionate con la selezione, anche la colorazione del mantello è stata oggetto di aggiustamento in questo periodo, diventando sempre più “sauro dorato a crini chiari” mentre vent’anni fa il mantello sauro aveva molti più assortimenti di tonalità.
Rifatta la struttura dell’Haflinger, in questi anni del duemila, è giustamente iniziato, in maniera sempre più diffusa, il suo utilizzo; ormai l’ex “produttore di carne alternativa a basso costo” va bene a sella, sia all’inglese, ma soprattutto all’americana dove si dimostra molto competitivo; è veramente un cavallo dalle notevoli prestazioni negli attacchi, da molto bene (strano, ma vero) nell’endurance; e ancora, per il suo carattere facile, nel turismo equestre, nella equitazione con i ragazzi, nei giochi equestri, nell’ippoterapia ecc. ecc. ecc. Anche il concorso ippico ha visto, proprio anche alla ultima FieraCavalli, delle categorie riservate ai cavalli Haflinger. In giro per tutta l’Italia, dove ci sono mostre o raduni di cavalli frequentati dagli allevatori Haflinger, da sempre grandi appassionati di concorsi di morfologia, sono apparse e poi moltiplicate, prove e gare di attitudine nelle diverse discipline equestri; prove di diverse difficoltà che sono anche frequentante, più recentemente, dagli stalloni in cerca di dimostrare la propria attitudine con il fine di attirare la clientela femminile. Insomma, dopo tanti anni di sola competizione morfologica è giunto il momento, per l’Haflinger, di provare le proprie attitudini.
Siamo appena reduci, proprio quest’anno 2007, della iniziativa intrapresa dalla Federazione Europea degli Allevatori di Haflinger, che ha organizzato a giugno, a Merano, una Mostra Europea che ha radunato 200 Haflinger europei che si sono cimentati, durante le tre giornate in gare, in competizioni combinate di morfologia e attitudini; queste rappresentate dagli attacchi, dal salto ostacoli e dal dressage. Ebbene i giudici incaricati di valutare le attitudini, provenienti spesso da altri Paesi europei, sono stati spesso impressionati per la volontà e le capacità dimostrate dal nostro cavallo.
Quest’anno a Verona, accanto al tradizionale concorso nazionale di morfologia (giunto tra l’altro alla sua 70à edizione) c’è stata una presentazione in libertà, cioè col cavallo scosso, dei primi cinque classificati di ogni categoria; questi cavalli sono stati commentati dal giudice di attitudine F.I.S.E. che ne ha spiegato agli allevatori le caratteristiche. La cosa ha rappresentato una interessante novità sia perché il giudice di attitudine, abituato a giudicare cavalli di razze specializzate nelle andature e stato portato, seppur inconsciamente, a paragonare le andature del nostro Haflinger a queste razze; e poi il linguaggio adoperato per le spiegazioni è stato un poco diverso da quello consueto per i nostri allevatori, ma proveniente dal mondo della equitazione e dunque abituato a vedere il cavallo montato ed utilizzato. E questa può essere una iniziazione per i nostri allevatori che incominciano a capire le esigenze di chi utilizza il cavallo.
Il cerchio sembra stia per chiudersi; questo percorso durato vent’anni, che ha previsto per questo simpatico cavallo un destino diverso, oggi ha portato a far avere un plus-valore ai nostri cavalli, dato dalla loro innegabile simpatia, ma anche dall’essere capaci di svolgere delle attitudini equestri.
Ma questo percorso si fermerà dopo aver fatto dell’Haflinger un cavallo polivalente e senza specializzazioni o si andrà verso una specializzazione più sportiva, viste le inaspettate capacità dimostrate dal nostro Haflinger?
La risposta ve la daremo i prossimi anni.
Andrea Sgambati
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